#holub

danieleg@diaspora-fr.org

A casa

A casa registriamo l'esistenza di una perniciosa crescita
incontrollata, di mutazioni letali o di malattie autodistruttive nel
corpo del mondo senza disagio o vertigini. La casa
è un luogo di immunità, a condizione che tutti si siano messi
in pantofole e che il sugo contenga l'abituale quantità di farina di mais.
La casa è uno stato in cui l'album di fotografie è una fonte di
di immortalità e l'immagine nello specchio persiste
senza limiti, come una farfalla in un fascio di luce.
La casa è una mutazione semi-letale del mondo,
con enfasi sul prefisso semi-.

- Miroslav Holub -

#poetry #poem #poesia #literature #letteratura #Czech #Holub #house #casa

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BRIEF REFLECTION ON CHILDHOOD

In the turquoise-coloured fields of childhood there's
nothing
except childhood.
Nor is there anything in the yellowing sky, nor
on the bare ochre wall, nor behind the bare ochre
wall,
nor on the oriental horizon, nor beyond the horizon,
nor in the little house, nor on the target, nor in the
mirror,
nor behind the mirror.
Except childhood.
Objects are strange and unfamiliar because they were
there
before and will be there after. So far as I remember,
childhood is solitude amidst
a confederacy of things and creatures which
have no name or purpose.
Names and purpose are thought up by us afterwards.
Then we believe
that the wall divides something from something else,
that the house provides shelter from stormy weather
and
that the nightingale spreads happiness by song and
fairy-tales.
That's what we believe. But it probably isn't so.
For the emptiness of houses is boundless, boundless
the fierceness of nightingales, and the path from gate
to gate has no end anywhere.
And seeking we lose, discovering we conceal.
For we are still searching for our childhood.

MIROSLAV HOLUB


BREVE RIFLESSIONE SULL'INFANZIA

Nei campi turchesi dell'infanzia non c'è
niente
se non l'infanzia.
Non c'è niente nemmeno nel cielo ingiallito, né
sul muro nudo e ocra, né dietro il muro nudo e ocra,
né sull'orizzonte orientale, né oltre l'orizzonte,
né nella casa, né sul bersaglio,
né nello specchio,
né dietro lo specchio.
Se non l'infanzia.
Gli oggetti sono estranei e singolari perché
erano già lì prima
e ci saranno anche dopo. Per quanto mi ricordo,
l'infanzia è solitudine in mezzo
a un insieme di cose e creature
senza nome o scopo.
I nomi e gli scopi li pensiamo solo in seguito.
Allora cominciamo a credere
che il muro divida qualcosa da qualcos'altro,
che la casa offra un riparo dalle intemperie
e
che l'usignolo diffonda la felicità con il canto e le
favole.
Questo noi crediamo. Ma probabilmente non è così.
Perché il vuoto delle case è sconfinato, sconfinata
la ferocia degli usignoli, ed il percorso da un cancello
all'altro non si conclude da nessuna parte.
E cercando perdiamo, scoprendo nascondiamo.
Perché stiamo ancora cercando la nostra infanzia.

#Holub #poetry #poem #poesia #literature #letteratura #Czech #childhood

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BRIEF REFLECTION ON KILLING THE CHRISTMAS CARP

You take a kitchen-mallet
and a knife
and hit
the right spot, so it doesn’t jerk, for
jerking means only complications and reduces profit.
And the watchers already narrow their eyes, already admire the

dexterity,
already reach for their purses. And paper is ready
for wrapping it up. And smoke rises from chimneys.
And Christmas peers from windows, creeps along the ground
and splashes in barrels.
Such is the law of happiness.
I am just wondering if the carp is the right creature.
A far better creature surely would be one
which—stretched out—held flat—pinned down—
would turn its blue eye
on the mallet, the knife, the purse, the paper,
the watchers and the chimneys
and Christmas,
And quickly
say something. For instance
These are my happiest days; these are my golden days.
Or
The starry sky above me and the moral law within me,
Or

And yet it moves.
Or at least
Hallelujah!

MIROSLAV HOLUB


BREVE RIFLESSIONE SULL'UCCISIONE DELLA CARPA NATALIZIA

Prendi un mazzuolo da cucina
e un coltello
e colpisci
il punto giusto, in modo che non sussulti, perché
il sussultare porta solo complicazioni e riduce il guadagno.
E gli spettatori sono già lì che stringono gli occhi, ammirano la

destrezza,
e prendono le borsette. E la carta è pronta
per avvolgerla. E il fumo sale dai camini.
E il Natale fa capolino dalle finestre, striscia a terra
e si tuffa nelle botti.
Questa è la legge della felicità.
Mi chiedo solo se la carpa sia la creatura più adatta.
Una creatura di gran lunga migliore sarebbe sicuramente una
che - distesa - tenuta piatta - bloccata,
rivolgerebbe il suo occhio blu
al mazzuolo, al coltello, alla borsetta, alla carta,
agli spettatori e ai camini
e al Natale,
e rapidamente
direbbe qualcosa. Per esempio
Questi sono i miei giorni più lieti, questi sono i miei giorni d'oro.
Oppure
Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me,
o anche

Eppure si muove.
O almeno
Alleluia!

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danieleg@diaspora-fr.org

La foresta

Tra le rocce primarie
dove gli spiriti degli uccelli
rompono i semi di granito
e le statue degli alberi
con le loro braccia nere
minacciano le nuvole,

all'improvviso
ecco un rimbombo,
come se la storia
venisse sradicata,

l'erba si rizza,
i massi tremano,
la superficie della terra si spacca

e lì cresce

un fungo,

immenso come la vita stessa,
pieno di miliardi di cellule

immenso come la vita stessa,
eterno,
acquoso,

che appare in questo mondo per la prima

e ultima volta.

  • Miroslav Holub -

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